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Il primo rapporto completo


di Membro VIP di Annunci69.it Maddytrvbs
07.06.2026    |    84    |    0 6.0
"Ubbidiente, la mia amica scatta immediatamente qualche foto con il mio cellulare, chiedendomi di inviargliele, le guarda commentando con orgoglio come mi aveva aperto il culo e di come il suo..."
Terzo capitolo delle mie ‘prime volte’; l’anno era il 2018, erano passati tre anni dalla prima volta che incontrai una sorellina, ma, anche a causa degli impegni di lavoro e una nuova situazione familiare, passavano mesi tra un incontro e l’altro e ancora non ero riuscita ad avere un rapporto sessuale completo.
Tre anni sui tacchi, tutte mi volevano, ma nessuna, per un motivo o per l’altro, mi aveva ancora sverginata e ogni volta tornavo a casa con il rimpianto dell’ennesima occasione sprecata, consolandomi con il mio piccolo dildo.
Era agosto ed è successo di avere, del tutto inaspettatamente, per un paio di giorni casa tutta per me, così, nonostante la stanchezza e il gran caldo della prima decade, finalmente ho potuto depilarmi come piace a me e riportare in casa la borsa con tutta la mia roba.
Nuda, il mio corpo finalmente liscio, la pelle profumata e morbida dopo abbondante crema corpo setificante, apro la borsa appoggiata sul tavolo ed eccoli lì, i miei due paia di sandali, col loro meraviglio tacco da 14cm. Non so se è una cosa che succede solo a me o è abbastanza comune dopo un periodo di astinenza prolungata, ma nel momento in cui li ho presi in mano per appoggiarli sul tavolo, mi sono ritrovata immediatamente con una potente erezione tra le gambe; i miei vestiti a rete, la catsuit, il vestito in pvc e tulle, le calze, i collant, ad ogni capo che tiravo fuori era un profondo sospiro accompagnato da forti vampate di calore allo stomaco.
Indossare il reggicalze, infilare il piede nella calza, tirarla su fino alla coscia, allacciarla e accarezzarsi la gamba per tirarla bene e non lasciare quelle fastidiose zone in cui è più coprente, ripetere gli stessi gesti con l’altra calza, controllare allo specchio se sono alla stessa altezza, infine indossare i miei amati sandali e guardarmi allo specchio, nuda con solo indosso questi tre accessori, come la prima volta, vedermi così mi eccita. Le mie gambe velate, la linea del piede con le unghie appena smaltate di rosso, il mio sedere incorniciato dai lacci del reggicalze, per me è eccitazione pura e la mia mente vola ai momenti in cui avevo davanti a me le sorelline incontrate e mi assale una voglia incontenibile di ripetere l’esperienza.
Infilo il perizoma, ma non c’è verso di riuscire a fargli contenere un’erezione che ancora non diminuisce, il reggiseno ed infine il tubino che avevo comprato, ma mai usato, nemmeno per una foto, corro in bagno e comincio a truccarmi, ombretto, matita per gli occhi, rossetto, infine la mia parrucca e di nuovo davanti allo specchio ad ammirarmi.
Sono sotto il climatizzatore che fa gli straordinari per abbassare la temperatura in casa, ma la figura nello specchio mi provoca vampate di calore; continuo a guardarmi, cammino sui tacchi gustandomi ogni passo, mi volto guardandomi il sedere, lo accarezzo sistemando il bordo del vestito, troppo corto per coprire il bordo delle calze. Forse il tubino è di una taglia sbagliata, era meglio una più piccola, ma anche se non aderentissimo, non riesce a nascondere l’eccitazione che mi pervade e quel bozzo che mi fa difetto davanti, ne è la prova evidente.
‘Voglio essere scopata!’, penso decisa.
Da qualche giorno messaggiavo con la prima amica con cui mi sono incontrata, tante volte mi ha chiesto se ci si poteva rivedere, ma per un motivo o per l’altro, non c’era mai stata possibilità; le dico che sono già tutta pulita e depilata e che se fosse stata disponibile, sarei stata felice di incontrarla quella sera stessa. Rispose che era libera, il tempo di prepararsi e ci saremmo riviste.
Ottimo, penso, ho una voglia che mi brucia dentro tanto da levarmi il respiro e sono così eccitata che non vedo l’ora che varchi la porta di casa, ma soprattutto sono decisa, non sono disposta ad aspettare oltre, ma nel frattempo ne approfitto per un’altra doccia, struccarmi e ripetere il rito della trasformazione.
Puntuale è arrivata a casa mia all’ora stabilita e come mio solito, mi sono nascosta per non vedere l’uomo che entrava dalla porta e che si dirige in bagno per cambiarsi. Minuti interminabili di attesa, mi guardo allo specchio e controllo il trucco. Molto meglio del tentativo del pomeriggio, ma ancora devo migliorare, il rossetto, devo comprarne uno nuovo, mani e piedi sono smaltati di rosso fuoco e un rosso tenue sulle labbra stona un pochino. Mi sistemo le calze più e più volte, nonostante siano 20 denari, sono un po’ troppo coprenti e lo smalto sulle unghie dei piedi non risalta come vorrei attraverso il puntale. La parrucca è perfetta, ma il vestito non aderisce al mio corpo come vorrei, ne devo assolutamente prendere uno di una taglia più piccola. I sandali, quali metto? Quelli lucidi o di nuovo quelli con i laccetti? Li provo tutti e due, ma col tubino preferisco ancora quelli con i laccetti.
Ancora mi guardo allo specchio sotto il climatizzatore, controllo ogni dettaglio, appoggio il mio dildo sul bracciolo nascondendolo sotto una salvietta infine mi siedo sul divano con le gambe incrociate.
So che non sarà un incontro fatto di baci e carezze, niente chiacchiere o preamboli, non mi interessano e non li voglio; sono tre anni che aspetto, basta silicone, voglio un cazzo di carne nel culo, voglio essere scopata fino a non avere più fiato e stasera sarà così che andrà.
Finalmente si apre la porta del bagno e ogni suo passo è un pugno nello stomaco, ed eccola davanti a me, con un vestitino trasparente, calze a rete, sandali con plateau trasparente e un perizoma col buco che lascia libero il cazzo, già discretamente in forma.
Mi raggiunge, rimango seduta a gambe incrociate, lasciandomi ammirare dondolando il piede sospeso, so che le piaccio, che mi vuole e io la voglio eccitata da non desiderare altro che impalarmi e so esattamente quali tasti toccare, in fondo sono tre anni che mi fa una corte sfrenata e finalmente mi ha a sua disposizione.
‘Allora? Sono migliorata dalla prima volta?’, le chiedo con voce suadente.
‘Quanto sei diventata figa’, risponde semplicemente e tanto mi basta.
Mi alzo orgogliosa, rimango ad un passo da lei, mi faccio ammirare facendole notare il trucco, lo smalto sulle mani e sui piedi, le faccio sentire la mia pelle liscia e morbida mentre continua a ripetermi quanto sia figa ed eccitante.
Ammettiamolo, sentirsi così desiderate, è forse il miglior afrodisiaco che esista, un’iniezione di ‘porcaggine’ dritta nel cervello e le sue non sono parole di circostanza; anche con la luce soffusa, si vede chiaramente che è già bagnata, così prendo l’iniziativa, mi inginocchio, la guardo negli occhi e le lecco la punta della cappella gustandomi quella prima lacrima di piacere, mi mancava sentire un bel bastone di carne duro in bocca, passarci la lingua e sentirne ogni vena dell’asta, giocare sul frenulo, avvolgere la cappella tra le labbra e poi sentirlo scorrere tutto dentro e fuori, gustandomi ogni centimetro.
Ricambia il mio sguardo con occhi pieni di desiderio, le sue mani dietro la mia testa mi spingono il cazzo fino in gola e comincia a pomparmi così la bocca; mi piace, mi aggrappo al suo sedere, cercando di ingoiare il più possibile, ma ho già tutto in bocca e la punta della cappella tocca la mia gola, cerco di muovere la lingua per gustarmi ancora di più quella mazza di carne, ma il suo pomparmi me lo impedisce. Poco male, anche così, con la bocca piena, sentirlo scorrere sulla lingua, mi piace, mi eccita da morire e la lascio fare, anche quando me lo sfila fuori.
Inginocchiata con la bocca spalancata e la lingua fuori, lei continua a fissarmi.
‘Quanto sei figa, quanto sei porca, ti piace vero?’, dice picchiettando la cappella sulla lingua.
Non le rispondo, ho già ingoiato tutto e di nuovo la sua cappella tocca la mia gola, sarebbe bello continuare all'infinito, ma il suo respiro si fa sempre più veloce e non l’ho contattata per farmi riempire la bocca del suo piacere.
Mi alzo, le sorrido mentre mi accarezza il corpo, sento la sua mano accarezzarmi il bozzo sotto il tubino, intrufolarsi sotto e armeggiare col perizoma; adesso è lei inginocchiata, così sollevo l’orlo del tubino, faccio uscire il cazzo dal lato del perizoma e lei ci si avventa prendendolo tutta in bocca.
Non mi guarda, è totalmente persa a succhiare e pompare furiosamente, mi godo il caldo della sua bocca, il suo succhiare senza tregua, i suoi sospiri carichi di eccitazione e desiderio quando sento le sue dita spostare il perizoma e farsi strada verso il mio buchino, prova a giocarci, ma la posizione non è comoda.
Finalmente è arrivata dove volevo, così la fermo, mi sfilo il perizoma e mi inginocchio a gambe larghe sul divano, col busto appoggiato allo schienale, mi volto e la guardo alle mie spalle, ha lo sguardo fisso tra le mie natiche.
‘Lo so che è questo che vuoi,’ dico sorridendo accarezzandomi con un dito il buchino ancora chiuso e stretto. ‘Quanto sei figa così, sei una porca’, continua a dire come un disco rotto, mi diverte ed eccita al tempo stesso vederla così persa nel suo desiderio di me, esattamente come la volevo; non le serve l’invito, le sue mani stringono forte il mio sedere, col viso immerso tra le mie natiche mi lecca furiosamente, gemo di piacere sentendo quei movimenti di lingua così veloci e la incito a scoparmi con la lingua.
Lei ubbidiente comincia ad entrarci, è brava, ha una lingua agile e veloce e la cosa mi fa impazzire, ma non mi basta.
‘Prendi il gel sul mobile’, le intimo.
Me lo passa, ne metto un po’ sulle dita e comincio a giocare dentro di me con due dita guardandola, voglio vedere la sua reazione; non dice nulla, sembra ipnotizzata dalle mie dita che entrano ed escono dal mio ano come se niente fosse, così prendo il dildo, lo cospargo di gel e le sorrido maliziosa mentre faccio scomparire quei 18cm di silicone dentro di me gemendo di piacere.
‘Usalo tu’, le dico con voce rotta dal piacere.
In men che non si dica è di nuovo in ginocchio dietro di me che sospira forte, eccitatissima, mentre gioca col dildo nel mio buchino; va avanti così per diversi minuti, una goduria infinita che mi riempie di desiderio, un desiderio incontenibile di volerne di più.
È quasi fastidioso quando smette di muoverlo lasciandolo dentro, mi lascia così, col sedere inarcato verso l’alto proteso verso di lei, con il dildo per metà ancora dentro, così lo spingo fuori.
‘Cazzo, sei aperta, voglio scopartelo!’, esclama mentre la guardo ansimante e mi accarezzo tra le natiche, prima entro con due dita, poi entro anche con il terzo dito, stando ben attenta che lei mi vedesse.
‘Prendi il preservativo, è sul mobile’ le dico.
Inginocchiata sul divano, con le gambe larghe, il busto appoggiato sullo schienale e il sedere inarcato verso l’alto offerto senza ritegno alla mia amica, attendo che metta il preservativo, continuo a giocare con le dita dentro di me, fino a quando sento la sua mano sul mio fianco: sarebbe il momento di lasciare il campo libero, ma non lo faccio e mi limito a sorriderle.
‘Aspetta…’, sussurro ansimando mentre ancora gioco con le dita dentro di me.
‘Mi piace… È tutto morbido e caldo…’, aggiungo allargandomi l’ano invitandola a entrarci.
Borbotta ancora parole a cui non faccio caso, mi limito a fissarla gemendo mentre le mie dita e il suo continuano a muoversi dentro di me regalandomi brividi di piacere.
‘Ancora… mettine ancora…’, mormorò tra un gemito e l’altro.
Mi sento stirare, allargare, ma piena, meravigliosamente piena, mentre il suo secondo dito dentro di me e insieme frughiamo nelle mie viscere.
Continuo a fissarla, il suo sguardo è carico di desiderio, puntato tra le mie natiche vuole quel buco occupato dalle nostre dita.
‘Adesso ti scopo, ti apro questo culo con il mio cazzo e ti scopo fino a riempirti tutta!’, dice incrociando il mio sguardo mentre sfila in modo non troppo gentile le sua dita dal mio ano.
Non dico nulla, sorrido e basta, mentre appoggio il viso tra le mie braccia; non mi interessa guardarla o sentire ciò che dice, voglio solo godermi quel momento.
Sento appoggiarsi qualcosa, punta dritto il mio buchino aperto e desideroso, l’altra mano si appoggia sull’altro fianco, gemo e fremo sentendo che la pressione aumenta, ma indugia la mia amica, continua a borbottare qualcosa sulla mia voglia di cazzo, di quanto sono troia o nata per mangiare cazzi col culo; parole inutili, spingo indietro il sedere e lo sento, finalmente per la prima volta, un bastone di carne duro, entrare dentro di me.
Avrei voluto che fosse più largo, sentire l’ano stirarsi ancora sotto la spinta della cappella che si fa strada, ma ormai ero dilatata ed è bastata una leggera spinta indietro per farla entrare quasi senza resistenza, così mi godo ogni centimetro di quel cazzo che scivola dentro di me senza fatica, fino a che il mio sedere è contro il suo bacino.
Più di così non ne posso prendere e quasi quasi mi dispiace, ma finalmente so cosa significa essere posseduta da una sorellina; una sensazione magnifica, mentre lei continua a borbottare parole che non capisco.
‘Stai zitta e scopami’, vorrei dirle, ci provo, ma le parole rimangono bloccate in gola e gli unici suoni che riesco ad emettere, sono dei mugolii indistinti.
Entra ed esce lentamente, ogni movimento mi provoca un gemito o un sospiro e quando la sento appoggiarsi col bacino al mio sedere, in quel preciso istante, una vampata di calore mi assale, conscia di essere piena del cazzo della mia amica, ma desiderosa di averne molto di più, una voglia incontenibile di sentirmi ancora più piena e aperta.
‘Ancora, di più’ provo a dire, ma di nuovo le parole rimangono bloccate in gola e gli unici suoni che escono sono i gemiti di un piacere che non avevo mai provato; mi lascio possedere così per qualche minuto, mi godo ogni singolo istante, ogni centimetro che entra ed esce è una scarica di piacere immensa.
Non è un piacere puramente fisico, è qualcosa di più, sono conscia di essere in quel momento completamente in suo possesso, poco più di un buco dove infilare il cazzo e sfogare il suo desiderio, ma la cosa non mi interessa, questo volevo e questo ho ottenuto; sono io che mi sono concessa a lei, io quella che aveva deciso che quella sarebbe stata la sera in cui un vero cazzo avrebbe varcato la soglia del mio ano, io l’ho voluta e portata al punto da desiderarmi così tanto da rischiare lo stupro e tutto questo mi eccita e fa aumentare ancora di più quella sensazione di ‘porcaggine’ che ormai permea ogni fibra del mio essere.
Riprendo il controllo e mi divincolo, mentre lei esce.
‘Ti ho aperta, ti ho aperto il culo come meriti, dovresti vederlo’, mormora orgogliosa.
‘Allora fammi una foto, anche con il tuo cazzo dentro’, le dico sorridendo mentre mi allargo le natiche per mettere in mostra l’ano aperto.
Ubbidiente, la mia amica scatta immediatamente qualche foto con il mio cellulare, chiedendomi di inviargliele, le guarda commentando con orgoglio come mi aveva aperto il culo e di come il suo cazzo mi riempisse alla perfezione.
‘Basta parlare’, le dico alzandomi e prendendo il cellulare.
La faccio sedere sul divano a gambe larghe, l’ho lasciata comandare il gioco come voleva, adesso voglio poterlo fare io, le volto la schiena, la sua mano sul mio fianco mi guida mentre la mia mano tiene puntata verso l’alto la sua mazza, la sento, di nuovo la punta contro quello che fino a mezz’ora prima era un buchino stretto e chiuso, ma ormai è davvero aperto, con un delicato movimento del bacino mi sistemo per bene e giù, lentamente, centimetro dopo centimetro mi ci siedo fino a che le mie palle non toccano le sue. Perché non è più lungo? Perché non è più largo?
Le sue mani si fanno strada sotto le mie natiche, le allargano più che può, vuole vedere il suo cazzo scomparire dentro di me e l’accontento.
‘Ti piace vederlo dentro di me? Ti piace scoparmi?’, le chiedo voltandomi quel tanto che basta per vederla in viso e inclinando il busto in avanti per permetterle di godere appieno della vista del mio lento salire e scendere impalata su di lei.
Le piace, balbetta e respira affannosamente, sembra sul punto di esplodere, ma non voglio; ho aspettato tre anni prima di sentire un cazzo vero dentro di me, non mi bastano quei pochi minuti, così mi alzo per farla calmare e riprendersi.
Ci rimane un po’ male, protesta che voleva godere scopandomi.
‘Lo farai, ma non così presto, ho ancora voglia di cazzo’, le rispondo senza troppi giri di parole, offrendole il mio da prendere in bocca.
La lascio giocare per un po’, questo appuntamento l’ho organizzato con il solo scopo di essere scopata, ma non mi lamento certo delle sue attenzioni, poi si sdraia sul divano offrendomi la sua mazza, sa di gomma, ma rimane sempre bello sentirla in bocca così calda, viva, pulsante e me la gusto tutta, dalla radice alla punta e dopo poche pompate, il sapore di gomma è totalmente scomparso, ma proprio quando me la sto assaporando, mi ferma.
‘Piano! Mi fai godere così! Vieni sopra di me’, protesta.
L’accontento, mi aspetto un gustoso 69, ma in realtà ha di nuovo il mio dildo in mano, non faccio in tempo a chinarmi che già si sta facendo strada dentro di me in modo poco gentile.
‘Piano!’, le dico, ma è preda del suo desiderio, e così, col mio buchino a pochi centimetri dal viso, si gode in primissimo piano ogni suo movimento mentre di nuovo mi scopa col mio giocattolo. Una penetrazione meno profonda, ma più veloce che mi toglie il fiato, tanto che mi lascio andare e mi appoggio con il viso tra le sue gambe, tentando di resistere alla tentazione di prenderle in bocca il cazzo in bocca, la lascio sfogare un po’ così, ma questa è la sera del mio primo rapporto completo e lo deve essere fino in fondo.
Mi divincolo, mi rialzo e glielo dico.
‘Scopami ancora, godi dentro di me mentre mi scopi’, mormoro con voce rotta dal desiderio.
Ci spostiamo dietro il divano, io in piedi a gambe larghe col busto appoggiato sullo schienale, lei dietro di me, messo un nuovo preservativo la sento appoggiarsi, una leggera spinta e di nuovo sono piena della mia amica; non ci va leggera, aggrappata ai miei fianchi la sento respirare affannosamente mentre mi pompa da dietro veloce, con il suo inguine che si schianta violento sulle mie natiche, anche quel suono continuo e cadenzato mi eccita incredibilmente; ansimo, mugugno, gemo, ogni tanto riesco anche a chiederle di scoparmi ancora più forte, mi tremano le gambe, ma non cedo, non voglio, voglio sentire dentro di me il momento in cui esploderà di piacere.
Va avanti instancabile, ormai mi brucia la gola da tanto respiro affannosamente anch’io e le gambe stanno per cedere, volevo essere scopata fino a non avere più fiato ed ho ottenuto esattamente quello che cercavo, poi d’un tratto non si muove più; rimane dentro di me e si appoggia col busto sulla mia schiena ansimante dichiarando la sua resa, non ce la fa a mantenere il ritmo ed esce.
Rimango appoggiata senza forze allo schienale, faccio scivolare la mano tra le natiche finchè le mie dita non incontrano un buco aperto, dentro è bollente, ma non provo nessun dolore o bruciore, continuo a mugugnare mentre cerco di alleviare con le dita, la sensazione di vuoto che mi ha lasciato quando è uscita; mi piaceva da morire averla dentro di me e avrei voluto che uscisse solo dopo aver goduto, ma va bene così, non posso certo lamentarmi dei momenti di piacere che mi ha dato.
L’ho fatta godere lo stesso, seduta sul divano, lei in piedi davanti a me, la mia bocca ha potuto gustarsi quel bastone di carne fino al momento in cui è esplosa di piacere, gemendo e schizzando caldi fiotti sulla mia lingua che mi lasciavo colare addosso, gustandomi le ultime gocce facendola tremare ogni volta che le succhiavo la cappella.
Ed è stato veramente liberatorio quando è stata lei a farmi godere, non ci ha impiegato molto; svaccata sul divano a gambe larghe, con le mani mi allargo le natiche e la guardo inginocchiata tra le mie gambe mentre la sua bocca fa scomparire il mio cazzo penetrandomi col dildo; c’ha preso gusto ormai e non mi vuole dare tregua, in un modo o nell’altro mi deve scopare fino a che non godo o chiedo pietà, appoggio le gambe intorno alla sua testa e finalmente sfogo tutta l’eccitazione accumulata nella sua bocca.
Tento di resistere il più possibile alla dolce stretta delle sue labbra che ancora non mollano, ad ogni sussulto il mio ano si contrae attorno al dildo regalandomi brividi di piacere, ma alla fine cedo e la mia amica se ne va in bagno.
Rimango così, boccheggiante, con la gola che mi brucia da quanto è secca, il dildo piano piano scivola fuori cadendo per terra, sono sporca del suo sperma sulle gambe e sul vestito, di gel in mezzo alle natiche, sudata, ma soprattutto appagata e contenta.
Dopo tre anni, finalmente, ho avuto il mio primo rapporto completo, finalmente avevo provato l’emozione di cui avevo letto sui vari forum e anche se avrei voluto fosse un cazzo di dimensioni maggiori, è stato bellissimo, meglio di quello che mi aspettavo, un piacere che oltre che fisico è soprattutto dato dalla sensazione di avere la mia amica dentro di me, di essere completamente sua quando ero piegata e lei mi prendeva da dietro o di essere io a “comandare” il gioco gestendo il suo piacere quando le ero seduta sopra.
Ed infine la risposta alla domanda che tanto mi ha girato in testa. Sarò all’altezza della mia compagna?
Non è mai stata una questione di bellezza, complimenti a parte sono conscia di avere un fisico desiderabile, ma quello che più mi rendeva insicura era la capacità di trasmettere sensualità, accendere il desiderio nella mia compagna di giochi; tutto questo per me è sempre stato motivo di imbarazzo ogni volta che mi approccio ad una nuova sorellina.
Incontrando nuovamente la mia prima compagna, il suo rimanere a bocca aperta vedendomi per la prima volta dopo oltre tre anni, il suo continuo dirmi quanto sono diventata figa, mi ha dato quello di cui avevo bisogno, una conferma che tutti gli sforzi fatti per migliorare la depilazione, il tempo passato davanti allo specchio con le prove di trucco, le camminate in casa per aumentare la sicurezza sui tacchi, ecco, tutto questo mi ha portata ad un notevole miglioramento.
Anche forte di questa consapevolezza e desiderosa di riprovare il prima possibile l’esperienza, i due mesi successivi cercai di recuperare tutto il tempo perduto e già la settimana dopo, ero a casa di una sorellina con la quale mi scambiavo mail e messaggi, ma che era sempre stata titubante sull’incontrarsi, visto che non nascondevo la mia verginità e lei era ben dotata; per convincerla bastò inviarle la foto che mi fece la mia amica e con lei è stato come perdere la verginità una seconda volta.

Maddy
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